Regolamento CDT con Modifiche CNOG


Regolamento CDT con Modifiche CNOG

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, riunito in Palermo, sede dell’Ordine, il 19-20 settembre 2014

  • -  Viste la propria delibera adottata in verbale 635 del 10-11 maggio 2013 e in verbale ... del 28-29 aprile 2014, contenenti il regolamento del Consiglio di disciplina territoriale per la Sicilia, che qui verrà denominato anche CDT;

  • -  Vista la delibera 21 gennaio 2014 del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (CNOG), contenente il “regolamento in materia di ricorsi innanzi al Consiglio di disciplina nazionale”;

  • -  Visto il DM del ministro della Giustizia del 21 febbraio 2014, in tema di Libere Professioni, Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, contenente l’“approvazione del regolamento in materia di ricorsi innanzi al Consiglio di disciplina nazionale”, pubblicato nel Bollettino ufficiale del ministero della Giustizia, n. 6 del 31 marzo 2014;

  • -  Vista la nota a chiarimento del presidente del CNOG, prot. 2380 del 31 marzo 2014;

  • -  Vista la nota prot. 2627 dell’8 aprile 2014, a firma del presidente del CNOG, contenente istruzioni sulla “nomina del presidente e del segretario dei collegi di disciplina – incompatibilità”;

  • -  Vista altresì la normativa vigente in tema di disciplina dell’Ordine;

  • -  Visti in particolare la legge 3/2/1963 n. 69, il DPR 115/65, il DD 18 luglio 2003 del ministero della Giustizia, il DL 138/2011, convertito nella legge 148/2011, il DPR 137/2012, il Regolamento delle funzioni disciplinari dell’Ordine dei giornalisti, approvato dal CNOG con delibera del 14 dicembre

    2012;

  • -  Udita la relazione del presidente;

  • -  Vista la nota prot. 4895 del 29 luglio 2014 del CNOG, contenente “valutazioni

    sul regolamento del CDT per la Sicilia”;

  • -  Rielaborata sulla base del precedente documento la bozza del regolamento;

  • -  Vista la nota prot. DAG 0117853 dell’8 settembre 2014 del ministero della

    Giustizia, dipartimento per gli Affari di giustizia, con cui si esclude la competenza del ministero circa il controllo del presente regolamento, avente efficacia meramente interna;

    DELIBERA
    di approvare il seguente

REGOLAMENTO
DEL CONSIGLIO DI DISCIPLINA TERRITORIALE PER LA SICILIA

Art. 1

Consiglio di disciplina territoriale organizzazione e sede

Il Consiglio di disciplina territoriale (CDT) dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha sede in Palermo, presso il Consiglio regionale.
Esso dispone di spazi dotati di arredi, archivi e suppellettili, e per lo svolgimento delle proprie attività utilizza il personale e gli altri servizi messi a disposizione
dall’Ordine.

Il CDT dispone di un proprio protocollo, separato da quello del Consiglio dell’Ordine regionale, e di propri registri e archivi.

Art. 2

Norme applicabili

Il CDT ed i collegi svolgono le proprie funzioni secondo quanto previsto dalla legge 3/2/1963 n. 69, dal DPR 115 del 4 febbraio 1965, dal D.L. 138/2011, convertito nella legge 148/2011, dal DPR 137/2012, dal Regolamento delle funzioni disciplinari, adottato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti con delibera del 14 dicembre 2012, e dal Regolamento in materia di ricorsi innanzi al Consiglio di disciplina nazionale, adottato con delibera del 21 gennaio 2014 dal CNOG e approvato dal ministero della Giustizia con DM 21 febbraio 2014, contenuto nel Bollettino ufficiale del ministero della Giustizia n. 6 del 31 marzo 2014 .

Art. 3

Composizione del CDT e dei singoli collegi

Il CDT è composto da nove membri, nominati secondo i criteri stabiliti dalle norme e dal Regolamento delle funzioni disciplinari dell’Ordine dei giornalisti del 14 dicembre 2012.
Essi svolgono le loro funzioni in collegi di tre componenti ciascuno e per la validità della loro composizione devono farne parte due giornalisti professionisti e un pubblicista e uno dei componenti deve essere una donna. 
Presiede il CDT e il singolo collegio il componente con maggiore anzianità di iscrizione, il segretario è chi ha minore anzianità; a parità di anzianità si segue il criterio della maggiore o più giovane età.

Non può presiedere né esercitare le funzioni di segretario del Consiglio di disciplina territoriale, né del singolo collegio, anche se è il più anziano o il più giovane, secondo i criteri di cui al comma precedente, l’iscritto ad altri albi professionali .

Art. 4

Rimborsi spese

In analogia a quanto avviene per i componenti del Consiglio dell’Ordine regionale e del Collegio dei revisori, l’incarico di presidente, segretario e componente del CDT è onorario e non dà diritto a compenso alcuno.
Per le riunioni che si svolgono in luoghi diversi da quello di residenza del
componente il CDT, l’Ordine regionale rimborsa le spese di vitto, trasporto con mezzi pubblici ed eventualmente alloggio da questi affrontate, dietro presentazione dei documenti fiscali che le comprovano.

È inoltre riconosciuto un rimborso forfettario delle spese affrontate per gli spostamenti in automobile, che possono essere autorizzati dal presidente del CDT esclusivamente a condizione che il singolo componente del CDT ne assuma la responsabilità.

Il rimborso forfettario a carico dell’Ordine regionale è fissato in analogia ai criteri previsti per i consiglieri e i revisori regionali.

Art. 5

Assicurazione obbligatoria

I componenti del CDT devono essere obbligatoriamente assicurati contro la responsabilità civile e amministrativa. I relativi oneri sono a carico del Consiglio regionale dell’Ordine.

Art. 6

Compiti del presidenti del CDT e dei collegi

Il presidente del CDT è responsabile del funzionamento dell’intero CDT, tiene i contatti istituzionali con il Consiglio dell’Ordine e, in base alle norme vigenti, riferisce agli iscritti in occasione dell’assemblea annuale per l’approvazione del bilancio dell’Ordine.

Il presidente del CDT decide la composizione dei singoli collegi e l’assegnazione dei singoli casi.

Il presidente del CDT procede inoltre alla sostituzione del componente che, per una qualsiasi ragione, abbia lasciato il singolo collegio o sia impedito a farne parte ovvero si sia astenuto o sia stato ricusato, nel caso in cui la ricusazione sia stata accolta. Chi subentra deve essere iscritto nello stesso elenco, dei professionisti o dei pubblicisti, di colui che lascia il collegio; se viene sostituita l’unica donna del collegio la componente subentrante deve essere donna.

Se il sostituito è lo stesso presidente del CDT, procede a ratificare la sostituzione il componente munito dell’anzianità immediatamente inferiore rispetto a quella del presidente.
Il presidente informa altresì il presidente del Consiglio dell’Ordine se un componente del collegio lascia, per qualsiasi causa, il CDT. In questo caso il Consiglio dell’Ordine avvia la procedura di sostituzione, secondo le modalità di cui al Regolamento delle funzioni disciplinari dell’Ordine dei giornalisti.

I presidenti dei collegi convocano le riunioni del proprio collegio e ne dirigono le attività in maniera autonoma.

Art. 7

Compiti del segretario del CDT e dei collegi Tenuta del registro

Il segretario del CDT supervisiona la ricezione degli esposti provenienti dall’Ordine, da terzi, dal PM, e provvede a trasmettere la pratica al presidente del CDT, per l’individuazione del collegio cui assegnarla.
Egli inoltre è responsabile della tenuta del registro in cui sono annotati, per ogni procedimento, la composizione del collegio, le eventuali sostituzioni, la data di apertura e quella di chiusura del procedimento, con il preventivo calcolo del termine di prescrizione, minimo e massimo, secondo i criteri di cui all’art. 58 della legge 69/63.

Il segretario del CDT e quelli dei singoli collegi, in raccordo col personale dell’Ordine, curano l’organizzazione materiale delle riunioni e la verbalizzazione delle attività.

Art. 8

Composizione dei collegi e assegnazione degli esposti

Il procedimento disciplinare viene aperto dal singolo collegio assegnatario del fascicolo.
Il presidente del CDT deve costituire i collegi e assegnare i fascicoli in modo che ogni singolo organismo abbia un numero similare di procedimenti, sia per quantità che per qualità.

Il presidente del Collegio fissa la riunione per la valutazione dei singoli casi.

Art. 9

Autonomia dei collegi

Una volta nominato, il collegio è autonomo nelle sue scelte e non può essere distolto dalle proprie funzioni né può esserne modificata la composizione, a meno che non venga ricusato nella sua totalità o parzialmente o uno o più componenti rinuncino o si astengano.

Eventuali cambiamenti nella composizione del collegio, adottati prima della decisione finale, obbligano il nuovo collegio alla rivalutazione, ma non necessariamente alla ripetizione degli atti già compiuti.
Il Collegio decide l’eventuale ripetizione solo se essa appaia indispensabile ai fini della decisione.

Art. 10

Riunioni dei collegi

Le riunioni dei collegi non sono pubbliche e si svolgono in camera di consiglio, seguendo i principi e le regole generali di cui alle norme vigenti e al presente regolamento.

Art. 11

Responsabile del procedimento accertamenti preliminari

Il presidente del collegio nomina il relatore, che diviene il responsabile del procedimento.
Il relatore preliminarmente deve valutare se la segnalazione/esposto contiene fatti rilevanti disciplinarmente e sufficientemente individuati. 
Se occorrono approfondimenti per individuare il fatto illecito, il relatore può riferire al collegio la necessità di ascoltare soggetti o di acquisire documenti o di sentire l’interessato.

Se si decide di procedere ad attività istruttorie, le stesse vanno registrate e trascritte. Se il relatore ritiene che dalla lettura dell’esposto o dagli elementi eventualmente raccolti non emergano violazioni disciplinari, perché il fatto non sussiste, non costituisce illecito disciplinare o è manifestamente infondato, propone l’archiviazione del caso; se il collegio la accoglie, viene disposta l’archiviazione.

Se invece il relatore ritiene che vi siano elementi idonei all’esercizio dell’azione disciplinare, egli individua l’oggetto della contestazione disciplinare e propone al Collegio l’apertura di un procedimento disciplinare.

Art. 12

Contestazione disciplinare

Se il Collegio non accoglie la richiesta di archiviazione ovvero se condivide l’opportunità di inizio dell’azione disciplinare, viene notificata all’iscritto una lettera di contestazione nelle forme di legge.
La contestazione della violazione disciplinare deve contenere il nome del relatore e
l’esposizione del fatto contestato come illecito disciplinare, con l’indicazione delle norme e delle regole deontologiche che si ritengono violate.

La contestazione deve contenere altresì l’indicazione degli atti disponibili nel procedimento, delle modalità e dei termini per accedere agli atti e per presentare memorie a discolpa.
Se il proponente il procedimento è il pubbl
ico ministero, va informato dell’apertura del procedimento l’ufficio al quale esso appartiene.

Art. 13

Svolgimento del procedimento disciplinare

Il procedimento si considera aperto con la avvenuta notifica della lettera di contestazione.
Nel corso del procedimento possono essere sentiti gli stessi soggetti ascoltati in fase di accertamento preliminare o possono esserne convocati di nuovi.

Nessuna sanzione può essere inflitta senza che l’incolpato sia stato messo in condizione di difendersi, senza che sia stato invitato a comparire e senza che siano decorsi i termini a difesa.

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Art. 14

Difesa tecnica facoltà di farsi assistere da un avvocato

Il difensore può essere solo un avvocato regolarmente iscritto all’Ordine forense. L’assistenza del difensore è facoltativa: se l’incolpato vi rinuncia, se ne dovrà dare atto a verbale prima dell’inizio dell’audizione di fronte al collegio di disciplina.

Art. 15

Assenze dell’incolpato o dei testimoni

Se l’incolpato non si presenta all’audizione fissata, senza giustificarsi con documentati motivi, il procedimento seguirà il suo corso, ma l’interessato sarà riconvocato fino a un massimo di due volte.
In caso di valida giustificazione, verrà fissata nuova data per l’audizione.

I testimoni vengono convocati per iscritto, a mezzo PEC, mail ordinaria e, a giudizio del collegio, via raccomandata A/R. In caso di assenza giustificata può essere fissata una nuova data di audizione.
Nel caso di assenze non giustificate di giornalisti iscritti all’Ordine, il collegio lo segnala al competente CDT, ai fini dell’esercizio dell’azione disciplinare.

Art. 16

Decisione dei procedimenti

Chiusa l’istruttoria, il relatore rappresenta oralmente o con una memoria scritta le proprie conclusioni e il collegio decide in camera di consiglio, con votazione segreta ed approvazione a maggioranza.
Il relatore scrive le motivazioni del provvedimento che, sottoscritto da lui, dal presidente del Collegio e del CDT, viene notificato a mezzo di ufficiale giudiziario
all’interessato e al Procuratore generale presso la Corte d’appello di Palermo.

Art. 17

Ricorsi avverso i provvedimenti disciplinari

L’interessato e il Procuratore generale presso la Corte d’appello di Palermo possono ricorrere avverso il procedimento dinanzi al Consiglio di disciplina nazionale. La facoltà di impugnazione di cui al comma precedente è invece esclusa per l’esponente. Il ricorso non può essere presentato al Consiglio di disciplina territoriale né al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Restano confermate le norme sui contributi istruttori anche in favore del Consiglio regionale dell’Ordine: la verifica sulla loro regolarità verrà effettuata dal CNOG.

I termini per proporre ricorso davanti al CDN restano sospesi dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno, ai sensi della legge 742/1969.

Art. 18

Pubblicità degli atti

Nella eventuale fase di accertamento preliminare, in cui, secondo le disposizioni dell’art. 13 del presente regolamento, si deve valutare se aprire il procedimento disciplinare, quando si è in presenza di esposti e segnalazioni incompleti, gli atti sono coperti dalla riservatezza e non sono accessibili, a meno che il collegio non li ritenga ostensibili, per esigenze di indagine.

In caso di archiviazione dell’esposto in fase preliminare, solo l’interessato e il pubblico ministero possono esercitare il diritto di richiesta copia.
Il giornalista che riceve la lettera di apertura del procedimento disciplinare ha diritto ad avere copia di tutto quanto contenuto nel fascicolo, a seguito di formale richiesta, con pagamento dei relativi diritti, così come ha diritto successivamente ad avere copia delle audizioni e delle ulteriori attività svolte.

Sempre dietro formale richiesta, copia dei documenti del fascicolo sono messi gratuitamente a disposizione del pubblico ministero.

Art. 19

Pubblicità della decisione finale

Il provvedimento è pubblico e il suo contenuto viene comunicato dal presidente del Collegio al CDT per l’annotazione nel registro e al presidente dell’Ordine regionale per l’annotazione sull’albo e per gli altri adempimenti, relativi all’inserimento di copia della decisione nel fascicolo personale dell’interessato.

La decisione, limitata alla parte dispositiva, viene pubblicata su un’apposita pagina del Consiglio di disciplina, sul sito www.odgsicilia.it.

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Art. 20

Rapporti col Consiglio dell’Ordine

Il Consiglio regionale dell’Ordine, in materia disciplinare, non esercita alcun potere istruttorio o decisorio.
Ove, nell’esercizio delle proprie funzioni di vigilanza della professione, di tutela e di garanzia della deontologia e della formazione professionale, venga a conoscenza di fatti che potrebbero costituire illeciti disciplinari, è tenuto a fare tempestiva segnalazione al Collegio di disciplina.

Art. 21

Spese di amministrazione della materia disciplinare

Le spese di fotocopiatura o riproduzione informatica e di estrazione di copia degli atti vengono poste a carico di coloro che ne fanno richiesta, secondo le tabelle in possesso degli uffici e pubblicate sul sito www.odgsicilia.it .

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