Agrigento, formazione: i doveri deontologici tra giornali, tv, internet e social
È innegabile, l’informazione viaggia veloce, corre sui social, cambia in tempo reale, si trasforma. E i social ne amplificano la portata facendo assurgere a notizia anche ciò che non dovrebbe essere considerata tale. Più like e più condivisioni ha una notizia e più viene considerata vera, attendibile. Ma è proprio vero? Le cose vanno veramente così? Ovviamente non è assolutamente vero, sebbene nell’immaginario collettivo questi meccanismi stanno proliferando, radicandosi sino ad assurgere a verità.
"Comunicazione e deontologia tra giornali, tv, internet e social media", è il tema che è stato affrontato nel corso di aggiornamento per giornalisti, organizzato dall'Ordine dei Giornalisti di Sicilia, svoltosi domenica 3 settembre a Casa Sanfilippo ad Agrigento (nella foto da sinistra Roberto Chifari, Francesco Pira e Teresa Di Fresco). Nell'introdurre l'incontro il vice presidente dell'Ordine Teresa Di Fresco, ha sottolineato quanto sia importante l'aspetto deontologico nella professione del giornalista e come da esso non si possa assolutamente prescindere. Lo scenario dal punto di vista professionale -ha evidenziato la vice presidente dell'Ordine- non è certamente dei più edificanti e gratificanti. E allora che fare? Ma soprattutto, quali scelte operare per il pieno rispetto del codice deontologico.
Relatori del corso sono stati Francesco Pira e Roberto Chifari. Per Pira "il problema non è la velocità con cui viaggia l’informazione, ma la capacità che i giornalisti devono avere di far passare attraverso alcuni valori, che sono istitutivi della professione, anche notizie che molto spesso non sono fatti, ma fattoidi e quindi non corrispondono a verità, narrazioni che vengono raccolte soprattutto sui social e che poi vengono trasformate in notizia. Capire quanto sia importante l'approccio deontologico nel mestiere del giornalista e rendersi conto che c'è una soglia oltre la quale non si può andare è imprescindibile.
Roberto Chifari ha molto insistito sul dovere della verifica della notizia da parte del giornalista, che non deve essere "ossessionato" dalla fretta di pubblicarla. Una verifica puntuale e precisa, andando direttamente alle fonti, recandosi sui luoghi dei fatti e, laddove è possibile, parlando con i diretti protagonisti. Non si può pubblicare una notizia senza aver fatto le dovute verifiche. E poi -ha ricordato Chifari- seguire sempre le carte deontologiche. La maggior parte delle risposte il buon giornalista, rispettoso delle regole, le trova nel Testo Unico dei doveri del giornalista. Applicare le carte deontologiche anche nell’utilizzo dei social network, perché non dimentichiamo che prima di essere utenti facebook siamo giornalisti. Quello che noi scriviamo ovviamente lascia una traccia e questo ce lo dobbiamo sempre ricordare.
Valeria Iannuzzo
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