Evento formativo ad Agrigento: deontologia, linguaggio televisivo e ruolo del corrispondente
"Un giornalista senza relazioni non è un giornalista. Le ricchezze del giornalista sono principalmente due: l'agenda e l'archivio". Così ha esordito il giornalista Bruno Gambarotta, volto noto della televisione con la passione per la cucina. Gambarotta ha raccontato a tutti i giornalisti presenti l'evoluzione, le tecniche passate e presenti per svolgere la professione giornalistica con professionalità e competenza. Lorenzo Rosso nel suo intervento invece ha ripercorso la storia della carta stampata e delle televisione dalla sua nascita ad oggi. "Deontologia del linguaggio televisivo. Dalla carta stampata alla televisione: 90 anni di storia. Il corrispondente".
"Le immagini sono fondamentali per un servizio televisivo. Mentre il corrispondente prima era costretto a dettare per telefono le notizie - ha detto Franz La Paglia - e la troupe andare sul posto, con l'avvento dei ponti radio il corrispondente è diventato un redattore con le mansioni di inviato. In un servizio infatti è fondamentale l'immagine dell'oggetto di cui si parla non l'immagine del luogo, immagini che con un sapiente montaggio faranno vivere al telespettatore l'evento, correlato da una specifica cronaca dell'evento di cui si parla. Perché, come disse un giorno Enzo Biagi (che fu anche direttore del Telegiornale nazionale diventato poi TG1) la radio ti dà la notizia, la televisione te la fa vedere e il giornale te la spiega. Come nel passato anche oggi Il testo si dove scrivere solo dopo aver guardato le immagini, poichè in un telegiornale le immagini sono molto importanti per poter confezionare un servizio da trasmettere". E' stato questo il tema del terzo incontro formativo svoltosi domenica 29 Giugno presso l'Hotel Costa Azzurra a San Leone, organizzato dall'Ordine dei Giornalisti Di Sicilia insieme all'Assostampa agrigentina guidata dal segretario provinciale Stelio Zaccaria. I relatori dell'incontro sono stati i giornalisti Bruno Gambarotta, Lorenzo Rosso, Franz La Paglia e Stelio Zaccaria nelle vesti di moderatore. Presente altresì il vice presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Teresa Di Fresco.
Un incontro formativo molto interessante che ha visto mettere l'esperienza di Bruno Gambarotta e di Franz La Paglia a servizio dei giovani colleghi. Presenti al seminario formativo che è valso 4 crediti deontologici per i tutti i giornalisti impegnati con la formazione professionale continua, circa un centinaio di colleghi, provenienti anche da altre province siciliane. Il vice presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Teresa Di Fresco ha definito l'intervento del relatore Franz La Paglia una "lectio magistralis". La Paglia ha parlato della figura del corrispondente nel mondo televisivo e dei loro contatti. "Verrebbe da dire: c’era una volta. E questo perché, pur se la figura del corrispondente (sia per la carta stampata che per radio e televisione) è ancora prevista e regolamentata dall’art. 12 del Contratto nazionale di lavoro dei giornalisti, in realtà, di fatto, non esiste più, almeno come la si intendeva una volta - ha detto Franz La Paglia - rimarcando come le Reti nazionali, come Mediaset o La 7, Sky TG24, hanno corrispondenti nei capoluoghi di regione, ma il corrispondente di provincia era tutt’altra cosa e a questa figura oggi faccio riferimento quando dico c’era una volta. Anche qualche emittente regionale ha ancora dei punti di riferimento nelle varie province, ma, di fatto, è pur sempre una figura che, sul piano operativo, è diversa da quella del classico corrispondente. Ad Agrigento era Francesco Bellomo, fratello di Nino, conosciutissimo attore, andato in pensione nel mese di settembre del 1984. Presi io il suo posto. In quel momento ero, sulla piazza agrigentina, l’unico giornalista professionista. In ordine di tempo, l’ultimo assunto come corrispondente in Sicilia, è stato il collega di Siracusa, Salvo Fruciano. Cominciai il 10 gennaio del 1985, esattamente come si faceva allora. Si raccoglievano le notizie, si scrivevano poche righe e si dettavano ai dimafonisti, cioè quelle persone che avevano sostituito gli stenografi e usavano un registratore per poi trascrivere il testo. E per le parole foneticamente più difficili e i nomi, si usava lo spelling. Dalla redazione regionale venivano spesso indicazioni su come impostare i servizi, tenendo conto delle immagini che sono fondamentali in un giornale televisivo, a volte più dello stesso testo. Colleghi con grande esperienza che ti guidavano e quando venivano ad Agrigento ti facevano partecipe del loro lavoro per farti vedere come si operava. Uno di questo, mio grande amico, Antonio Maria Di Fresco - ha aggiunto - fratello della collega Teresa, che ha concluso la sua carriera da redattore capo a Roma".
Carmelo Sciangula giornalista de La Sicilia
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