Media, pubblicità, informazione: il seminario di Confindustria a Palermo


Media, pubblicità, informazione: il seminario di Confindustria a Palermo
Didascalia: Media, pubblicità, informazione: il seminario di Confindustria a Palermo

Certo, Internet, certo le nuove tecnologie, certo la multimedialità. Ma non bisogna sottovalutare affatto il ruolo del vecchio televisore a colori. I siciliani, infatti, si informano principalmente per mezzo della tv. E' questa la 'notizia' che è venuta fuori a Palermo in occasione di un convegno promosso da Confindustria Sicilia, inserito nel calendario degli eventi formativi promossi dall'Ordine dei giornalisti.

 

Un confronto utile per tarare l'effettivo valore della pubblicità nell'Isola. L'analisi è stata resa possibile grazie all'indagine dell'Istituto Demopolis “Comunicazione e fruizione dei Media in Sicilia: come ci si informa nell'Isola tra Social e Digital Divide”. L'inchiesta demoscopica, condotta dal 5 al 10 ottobre su un campione di mille intervistati, ha consentito al direttore di Demopolis, Pietro Vento, di parlare della fruizione dei media tramite percentuali e dati statistici. La televisione si conferma, dunque, in Sicilia come la principale fonte di informazione. Carta stampata e radio non mollano.

 

I dati. La tv, con l'85%, mantiene il suo ruolo di fonte di informazione sull'attualità nazionale. L'unica per il 25% dei siciliani. “Cresce - afferma Vento - la fruizione di internet e la navigazione si sposta progressivamente dai dispositivi fissi a quelli mobili. Il 43% dei siciliani si collega tutti i giorni o quasi; il 18% si caratterizza per una fruizione discontinua. Ma quasi quattro cittadini maggiorenni su dieci non utilizzano la rete: permane un evidente digital divide, con un milione e 700 mila siciliani che restano ancora fuori dalla rete".

 

Per informarsi sull’attualità regionale e locale, il 61% dei siciliani segue i telegiornali dei network televisivi regionali o provinciali; il 48% dei cittadini intervistati da Demopolis ascolta i notiziari regionali, radio o tv, della Rai. Poco più di un terzo legge o sfoglia, in versione tradizionale o su smartphone, un quotidiano o un settimanale. Un quinto sceglie un notiziario in radio. Cresce, soprattutto, l’informazione online, cui si affida oggi il 37% dei siciliani. I cittadini stanno progressivamente imparando ad informarsi in Rete: fruiscono sempre più dei Social Network, delle news online e dei motori di ricerca. Ma in pochissimi accedono ai siti istituzionali degli enti locali: appena l’1% dei navigatori utilizza il sito web della Regione. Con un trend che in Sicilia – secondo i dati dell’Istituto Demopolis –appare in crescita nettamente inferiore rispetto ad altre aree del Paese.

 

 

All'incontro hanno preso parte, Giuseppe Catanzaro, vicepresidente di Confindustria Sicilia; Paolo Cortese, responsabile Osservatori economici dell’Istituto Tagliacarne e Pietro Vento, direttore di Demòpolis, che hanno presentato rispettivamente la ricerca “La pubblicità in Sicilia. Quadro produttivo, articolazione della spesa e strategie di sviluppo” e l’indagine “Comunicazione e fruizione dei media in Sicilia: come ci si informa nell’Isola tra social e digital divide”; Giuseppe Condorelli, titolare Condorelli spa; Giovanna Maggioni, direttore generale UPA (Utenti Pubblicità Associati); Gianfranco Marrone, ordinario di Semiotica presso l'Università di Palermo; Carlo Ramo, socio amministratore di Strategica srl; e Linda Vancheri, assessore regionale delle Attività produttive.