Il ministro Alfano inaugura la caserma nel covo di Riina, poi visita la sede dell'Ordine di Sicilia
“Ringrazio i giornalisti di Sicilia per aver raccontato le storie di mafia e per avere lasciato sulle strade siciliane anche il loro sangue. Noi siamo qui per ringraziare i nuovi dirimpettai, quelli che la mafia la combattono con l’azione e con la divisa ogni giorno, e quelli che la combattono con la penna raccontando le loro storie criminali”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano durante l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri, a dopo aver ringraziato i carabinieri per la scelta della nuova sede della caserma - il fatto che il comandante della stazione abbia preso possesso della camera da letto di Riina e sia diventata oggi il suo ufficio sappiamo quanto vale e quanto pesa nella simbologia mafiosa. Si tratta sicuramente del più grande smacco fatto alla mafia”. Un segnale importante che attesta per Alfano ancora una volta la vittoria dello Stato sulla mafia: “Questa era la casa di Totò Riina – ha rimarcato - il boss sanguinario che qui trascorreva la sua latitanza e oggi lo Stato l'ha presa e l'ha consegnata ai carabinieri”, un risultato possibile grazie all’impegno delle istituzioni “che hanno approvato norme importanti in virtù delle quali alle quali consegniamo i soldi, le imprese e gli immobili sequestrati e confiscati alla mafia a chi la mafia la combatte ogni giorno". Alfano ha poi scoperto la lapide commemorativa dei militari Trapassi e Bartolotta.
Tra i presenti alla cerimonia il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, indicato dal ministro Alfano come "manifestazione concreta del rinnovamento nella magistratura", il presidente della Corte d'appello Gioacchino Natoli, il prefetto Francesca Cannizzo, il direttore dell'Agenzia dei beni confiscati, Umberto Postiglione, il questore Guido Longo, il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, l'assessore regionale all'Agricoltura Nino Caleca e l'arcivescovo Paolo Romeo. “La presenza oggi qui delle più alte cariche della magistratura palermitana, delle istituzioni governative e del Parlamento regionale - ha sottolineato - credo sia un bellissimo segno. Palermo ha vissuto una bella fase di rinnovamento nel senso che c’è stato uno spoil system che ha portato ai vertici giudiziari, con la continuità dei valori dei grandi magistrati, una nuova filiera di magistrati che ringrazio per il loro operato”.
Al termine della cerimonia, nella sede dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia sono venuti il ministro Alfano, il capo di Stato maggiore, Tullio Del Sette, il prefetto, il questore, il procuratore Lo Voi con l’aggiunto Leonardo Agueci, il nuovo presidente della Corte d’appello, Gioacchino Natoli, il nuovo presidente del tribunale, Salvatore Di Vitale. Il titolare del Viminale, infine, rivolgendosi al presidente dell’Ordine dei Giornalisti Riccardo Arena lo ha ringraziato per aver ospitato non solo la conferenza stampa, nella sede di via Bernini, ma anche "per il servizio che ogni giorno viene reso alla Sicilia: un servizio di informazione corretta e leale. Una nota di vanità personale – ha aggiunto - ringrazio il presidente dell'Ordine per avermi ricordato che sono iscritto anche io qui, quando nell’estate del 1990 completai la procedura per entrare a far parte dell’albo”. Al termine dell'incontro il ministro, iscritto all’albo dei pubblicisti da 25 anni, ha infatti pagato la quota annuale.
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