Tutela dei minori in fatti di cronaca, l'Odg di Sicilia: "Valuteremo attentamente violazioni"


Tutela dei minori in fatti di cronaca, l'Odg di Sicilia:
Didascalia: Tutela dei minori in fatti di cronaca, l'Odg di Sicilia: "Valuteremo attentamente violazioni"
villa cartello odg bernini

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, nell’esercizio del proprio potere di vigilanza sull’esercizio della professione, ha posto in essere nelle scorse settimane iniziative formali, attraverso lettere mirate ad alcune testate, e successivamente svolto nuovi approfondimenti circa le notizie pubblicate sulla vicenda che, in provincia di Catania, ha visto un padre uccidere la figlia di 12 anni e ferire gravemente l’altra figlia di 14. In particolare è stata presa in esame la pubblicazione, su un quotidiano nazionale, di un’intervista alla ragazzina sopravvissuta che, indicata con nome e cognome, esprimeva le proprie angosce e paure e il rimorso per avere lasciato da sola la sorellina, scappando e mettendosi in salvo, mentre l’altra moriva.

L’intervista è stata poi smentita dalla madre, mentre il legale della famiglia ha auspicato che venga evitata “ogni forma di amplificazione e speculazione mediatica, al fine di non arrecare grave pregiudizio al complesso percorso che la piccola sta affrontando e di tutelare la riservatezza e la serenità di un nucleo familiare duramente provato”.Fermo restando che quanto pubblicato fino a questo momento da più testate sarà doverosamente sottoposto, direttamente o attraverso il Consiglio nazionale, all’attenzione dei Consigli di disciplina territorialmente competenti, l’Ordine di Sicilia intende prevenire ulteriori violazioni e raccomanda il più rigoroso rispetto e la piena tutela della quattordicenne ferita.

 

Pur rendendosi conto della difficoltà di trattare una vicenda del genere – cosa che però vale soprattutto nei primi, concitatissimi momenti – l’Ordine ricorda che le norme deontologiche vigenti vietano senza ma e senza se di impegnare le giovanissime vittime “in interviste e altre iniziative che possano lederne la dignità o turbarne l’equilibrio psicofisico”, e questo persino “a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori” o di chi esercita la potestà (Carta di Treviso, punto 5). Preoccupazione confermata e ribadita dalla famiglia, che ha chiesto di spegnere i riflettori sulla ragazzina superstite.

 

Il Consiglio raccomanda anche il rispetto del diritto all’oblio e ricorda che, sempre in base alle norme della Carta di Treviso e del Codice deontologico sulla privacy (articolo 7), il nome di battesimo della quattordicenne ferita va sempre omesso nelle cronache, in modo che la protagonista di questa storia, oltre al dramma vissuto, che la segnerà inevitabilmente per sempre, non si ritrovi con un ulteriore “marchio” rappresentato dai suoi stessi nome e cognome.