Quale giornalismo investigativo?


Quale giornalismo investigativo?
Didascalia: Quale giornalismo investigativo?

I giornalisti Nino Amadore, Giovanni Bianconi, Andrea Nelson Mauro, la professoressa Paola Maggio e il magistrato Gaetano Paci sono stati i protagonisti dell'evento formativo sul "Giornalismo investigativo", che si è tenuto nei giorni scorsi nei locali dell'Istituto di giornalismo, in via Maqueda, a Palermo. Che cos'è il giornalismo investigativo? Quali sono i limiti di una corretta cronaca giudiziaria? Che tipo di interessi entrano in gioco? Quando si raggiunge un buon equilibrio tra le esigenze della cronaca, il dititto dei lettori di essere informati e i diritti delle persone coinvolte? 

"E' giusto potere pubblicare tutto, non è giusto pubblicare tutto". E' una frase estrapolata dall'intervento di Giovanni Bianconi, inviato del 'Corriere della sera', che rappresenta anche una sintesi del suo pensiero. Si è parlato di intercettazioni, che della cronaca giudiziaria sono ormai un ingrediente fondamentale. "Nessun bavaglio - ha detto Bianconi -, ma talvolta c'è stato un uso smodato di quel materiale. Anche perché, se pubblichi paginate e paginate di intercettazioni sui giornali senza nemmeno spiegarle, non informi il lettore, non dici nulla di rilevante, non gli dai la possibilità di orientarsi".

 

"Le carte giudiziarie - ha detto Bianconi - servono per avere informazioni sui comportamenti di personalità pubbliche, non per decidere in sede giornalistica se siano colpevoli o innocenti. Le inchieste servono a raccontare un pezzo di mondo che altrimenti resterebbe oscuro. Si scoprono cose che, senza un'indagine, non sarebbero mai venute alla luce. Si tratta di una materia difficile, su cui è giusto interrogarsi, perché il ruolo di mediazione del giornalista riveste una responsabilità rilevante".

 

Paola Maggio, docente della facoltà di Giurisprudenza, del dipartimento di Procedura penale, ha parlato delle norme che tutelano il segreto di un'inchiesta o di un processo. Che ci sono, "ma vengono spesso eluse dalla prassi, in mancanza di sanzioni. Abbiamo esempi rilevanti - ha spiegato la professoressa Maggio - di come ciò accada quotidianamente, basta sfogliare i giornali". Qual è la chiave per trovare il corretto equilibrio in casi di cronaca scottante, che sollecitano l'interesse del pubblico e che presentano delle necessità di riservatezza, per la difesa delle indagini e per la presenza di dati sensibili? Secondo la professoressa Maggio: "Entrano in gioco interessi di grande rilievo. La libertà della critica e di cronaca, la tutela della riservatezza. Sarebbe necessaria l'adozione di uno standard che si richiami all'etica professionali di tutti i soggetti che sono coinvolti nella delicatezza del problema".

 

Il magistrato Gaetano Paci si è soffermato sulle qualità del giornalismo investigativo, ricordando la figura di Mauro Rostagno, tornato alla ribalta dopo la recente sentenza. "Rostagno - ha detto Paci - è l'esempio di chi va a cercare la verità, tra le mille pieghe in cui si nasconde. Oggi abbiamo una moltitudine di mezzi e di informazioni, ma è più difficile cercare la verità, anche perché spesso le notizie finiscono in un circuito in cui vengono automaticamente diffuse e rimbalzano nel sistema mediatico". Che cos'è la verità? "La verità - ha detto Paci - non deriva dall'autorità ma dall'autorevolezza. Ed è giusto sempre raccontare, partendo da una visione globale, non parziale, rispettando il principio del contraddittorio per garantire equilibrio. Lo stesso richiamo all'attenzione riguarda i magistrati". Paci ha citato, in conclusione del suo intervento, una delle massime giudiziarie del professor Luigi Ferrajoli, filosofo del diritto: "Il potere giudiziario è 'un potere terribile', perché è un potere dell'uomo sull'uomo".

 
 

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