Editoria in crisi, in Sicilia nessuno bada alle cifre
Un'ampia riflessione sui temi della crisi e della professione che cambia. Nella sua relazione, tenuta a Caltanissetta nel corso dell'assemblea ordinaria degli iscritti, il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, parte da un "madornale errore" commesso dai cronisti del Washington Post nel corso della loro inchiesta sul Caso Watergate e dalla capacità di Bob Woodward e Carl Bernstein di ricostruire meticolosamente i passi falsi commessi, trovando le soluzioni (dal box in alto a destra è possibile scaricare la relazione integrale del presidente dell'Ordine dei giornalisti, Riccardo Arena, l'intervento della vice presidente, Teresa Di Fresco, il bilancio consuntivo 2015 e previsionale 2016). "È da qui, dall'analisi - ha detto Arena - che bisogna ripartire per rilanciare, puntando sulla qualità".
Nel suo approfondimento sui temi della crisi, il presidente ha parlato del totale disinteresse per la ferrea e implacabile legge dei numeri da parte dei grandi giornali siciliani, che perdono più dei loro omologhi sul territorio nazionale, che vengono doppiati dai quotidiani sardi, ma che individuano le uniche soluzioni nei tagli. Tutto questo in un panorama in cui vanno giù grandi giornali come il Fatto quotidiano, il Tempo e il Giornale, così come Repubblica e Stampa, ma in cui recupera qualcosa il Corriere della sera e ha un +6% anche Avvenire; cresce pure la pubblicità in televisione (+4,7%) e sui quotidiani (+2,2%). Il trend potrebbe essere cambiato, dunque, anche se quattro quotidiani locali tedeschi vendono quanto i nostri tre maggiori quotidiani nazionali. Ma il fatto che i tempi siano cambiati, che il web dilaghi e la TV torni ad essere forte, spiega molto ma non tutto. E gli editori, che si rifiutano di rilanciare e di puntare sulla qualità, sanno che troveranno un Ordine pronto ad applicare rigorosamente le regole sui compensi dei collaboratori e sulle sostituzioni di giornalisti contrattualizzati con giovani sottopagati e magari nemmeno iscritti all'Ordine. Ordine che registra un saldo negativo delle iscrizioni (5212 contro i 5447 del 2015) grazie a cancellazioni per revisione e volontarie e a minori nuove richieste di inserimento negli albi. Tutto questo in una situazione in cui coloro che hanno una posizione Inpgi2, cioè collaborano con testate di informazione, sono solo 2004. Confrontando questo dato con chi non fa o fa male la formazione, emerge sempre più la necessità di cambiare le regole di accesso alla professione, senza perdere altro tempo in inutili diatribe tra professionisti e pubblicisti sulla composizione del nuovo Consiglio nazionale, che verrà disegnato dalla riforma dell'editoria.
Al dibattito, moderato dall'ex presidente dell'Ordine regionale, Franco Nicastro, attuale consigliere nazionale, hanno partecipato anche la vicepresidente dell'Ordine, Teresa Di Fresco, che ha risposto ad una serie di attacchi personali che le sono stati rivolti sui social network da colleghi pubblicisti, e il segretario regionale dell'Assostampa, Alberto Cicero, che ha esortato l'Ordine a continuare a lavorare insieme per far emergere le situazioni di illegalità in ambito professionale. L'assemblea ha anche approvato i bilanci consuntivi e preventivi, presentati dal tesoriere Filippo Mulé, ampiamente di segno positivo e avallati dal collegio dei revisori, presieduto da Placido Ventura (nel box in alto a destra è possibille scaricare la relazione integrale del presidente dell'Ordine Riccardo Arena e il bilancio consuntivo 2015 e preventivo 2016). Sono stati poi consegnati i riconoscimenti per 35 e 50 anni di iscrizione ad alcuni giornalisti, tra i quali c'erano l'ex segretario regionale dell'Assostampa, Antonio Ravidà, il presidente del Consiglio di disciplina territoriale, Giuseppe Lazzaro Danzuso, e l'ex presidente dell'Ordine regionale, Vittorio Corradino. La medaglia d'oro sarebbe toccata anche a Mario Petrina, ex presidente nazionale dell'Ordine, scomparso nei giorni scorsi: il presidente Arena l'ha consegnata alla figlia Michela, pure lei giornalista, in occasione dei funerali. Nel corso dell'assemblea ci sono stati i saluti del sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, che ha messo a disposizione dell'Ordine, gratuitamente, il centro culturale polivalente Michele Abbate, e del prefetto, Maria Teresa Cucinotta.
Nel corso della mattinata si era tenuto anche un corso da 5 crediti formativi sul testo unico dei doveri del giornalista (relatori Teresa Di Fresco, Giovanni Paterna, Giovanni Liguori e Nino Caleca) mentre Arena, Mule', Lazzaro Danzuso, Corrado Maiorca, Pier Paolo Olivo e il segretario provinciale dell'Assostampa di Caltanissetta, Alessandro Anzalone, in un altro padiglione del centro Abbate, rispondevano alle domande degli studenti di scuole di Caltanissetta, il liceo classico e il liceo Mignosi, il ragioneria, l'industriale, l'alberghiero. Il dibattito è stato moderato da Ivana Baiunco.
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