Rostagno, la rivoluzione in onda e il recupero della memoria
Recuperare la redazione di Rtc di contrada Nubia, a Trapani, e farne un luogo della memoria per i Giornalisti ma anche per i siciliani: la proposta del presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, lanciata nel corso di un incontro formativo dedicato a Mauro Rostagno e alla presentazione di un video a lui dedicato (“La rivoluzione in onda”, di Alberto Castiglione), è stata raccolta dall’assessore regionale ai Beni Culturali, Carlo Vermiglio, che ha dato incarico ai dirigenti della sua amministrazione di verificarne la fattibilità.
L’iniziativa potrebbe rientrare nei piani specifici previsti dalla Regione a tutela della memoria collettiva e prende spunto dal lavoro di Castiglione, che ha mostrato - fra le altre cose - le condizioni di abbandono in cui è ridotta quella che fu la sede della tv in cui lavorò, fino al 26 settembre del 1988, giorno in cui fu assassinato, il sociologo torinese divenuto giornalista a Trapani. L’assessorato dovrà preliminarmente verificare la proprietà dell’edificio diroccato e capire che margini ci siano per applicare i criteri seguiti per i “Lim”, i luoghi della memoria e dell’identità siciliana.
“Sarebbe un modo - ha detto nel suo intervento Riccardo Arena - per dare un segno concreto della presenza del lavoro di Rostagno, per non far disperdere la memoria del sacrificio di uno degli otto giornalisti assassinati dalla mafia in Sicilia”. Rostagno, che aveva vissuto il ’68, l’occupazione della facoltà di Sociologia a Trento, le lotte politiche degli anni ’70, per poi trasferirsi in Sicilia, nel suo lavoro di cronista manifestò sempre uno stile inconfondibile, uno stile che lo poneva sullo stesso piano dei suoi ascoltatori: lui, arrivato da regioni così lontane e così diverse, come il Piemonte e il Trentino, da una cultura sociale e politica estranea al mondo isolano, seppe calarsi alla perfezione nella nuova realtà, al punto che all’ora del suo telegiornale, mandato in onda dagli studi di Rtc, come ha spiegato uno dei testimoni ascoltati nel video di 71’ realizzato da Castiglione, “le strade si svuotavano”. Rostagno parlava il linguaggio della gente e al popolino era rivolta la sua parola, ad un popolo che aspettava con ansia quelle notizie così taglienti e argute, ma presentate con una semplicità travolgente.
Il regista ha confezionato La rivoluzione in onda con l’aiuto di Carla Rostagno, sorella di Mauro, e con il determinante supporto della Filmoteca regionale siciliana e della dirigente Laura Cappugi: recuperate interviste, servizi e riprese inediti, letteralmente restaurata parte del patrimonio storico della redazione di Rtc, composta da videocassette in formati ormai illeggibili come l’Umatic o il Video 8. Il risultato è stato presentato ai giornalisti in occasione dell’evento formativo tenuto all’Albergo delle Povere di Palermo, alla presenza dell’assessore Vermiglio.
Gli interventi di due giornalisti che conobbero Rostagno, il consigliere nazionale dell’Ordine Franco Nicastro e il caposervizio della sede Rai siciliana, Mario Azzolini, hanno sottolineato l’importanza delle attività d’inchiesta da lui svolte in un territorio difficile e il valore del recupero di tracce storiche a volte di vitale importanza, conservate in archivi troppo spesso impolverati e poco accessibili.
Mauro Rostagno, in parallelo al proprio percorso giornalistico, aveva dato vita alla comunità Saman, per il recupero di soggetti disagiati, lasciando un segno tangibile della sua forte personalità in supporto dei deboli, che rappresentava con le sue inchieste prima e con il suo impegno sociale poi. L’evento formativo e la proiezione del docufilm di Castiglione saranno oggetto di nuovi appuntamenti formativi da programmare in altre province dell’Isola.
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