Come raccontare lo sport
I nuovi mezzi della tecnica e della comunicazione hanno cambiato l'approccio con lo sport e il racconto stesso di un'impresa sportiva. Ma la sostanza non è mutata: non nel suo ceppo autentico di valori, nella capacità di riscatto, nella nobiltà che è l'epicentro dello sport, nelle emozioni che le storie di sport possono suscitare. Questo è stato uno dei canovacci del convegno "100 anni di Coni, le imprese sportive nei racconti dei giornalisti italiani", promosso dall'Associazione Nazionale Atletici Olimpici e Azzurri d’Italia sezione Sicilia con il patrocinio dell’Unione stampa sportiva italiana e la collaborazione di Coni e Ordine dei Giornalisti. Un appuntamento che ha garantito ai presenti quattro crediti formativi e soprattutto una giornata di riflessione sull'etica e sulla sostanza del giornalismo sportivo.
La manifestazione si è tenuta nel villaggio turistico 'Città del mare' a Terrasini e ha rappresentato l'occasione per sviscerare temi essenziali sullo sport, sulle cronache sportive e sulla necessità di mantenere un adeguato profilo deontologico nella narrazione giornalistica. Lo ha ricordato il giornalista Nino Randazzo, segretario dell'Ussi Sicilia, che ha incentrato il suo intervento sulla carta deontologica e sul Codice media e sport, nato dopo gli eventi tragici di Catania, dalla notte folle in cui perse la vita l'ispettore di polizia Filippo Raciti. Il Codice evidenzia una sorta di patto comune grazie al quale i protagonisti dell’informazione riaffermano la volontà di contrasto alla violenza a margine di un evento sportivo. Il giornalista Paolo Vannini nel suo intervento ha ripercorso la sua partecipazione ai Giochi delle Isole, ponendo l'accento sui valori dello sport e sul fatto che anche manifestazioni apparentemente di minore blasone possano esprimerli, senza avere nulla da invidiare ad appuntamenti celebri che richiamano milioni di persone. L'evento è stato caratterizzato dai saluti del presidente dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, Gianfranco Baraldi, del delegato regionale e consigliere nazionale A.N.A.O.A.I., Leonardo Sorbello, del rappresentante del Coni Sicilia, Carlo Beninati, del delegato provinciale del Coni, Michele Bevilacqua, del presidente regionale Opes (Organizzazione per l’educazione allo sport) Andrea Patti, e del responsabile Unicredit Area commerciale di Palermo, Cesare Carletta.
Varia la declinazione dell'argomento principale. Si è parlato di “robot umanoidi e sport”, grazie all'analisi dei professori dell’Università di Palermo, Antonio Chella, Rosario Sorbello e Marcello Giardina che all'argomento hanno dedicato studi approfonditi, sperimentando la tesi secondo cui l'integrazione con gli umanoidi possa migliorare la vita quotidiana delle persone. Nutrito il parterre di ospiti: da Roberto Zandonella, oro olimpico nel 1968 a Grenoble nel bob a quattro, ad Antonio Selvaggio, presidente della Provincia di Palermo dell'Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, a Giovanni Caramazza, di coordinatore regionale dei professori di educazione fisica, ad di Angelo Giglio, presidente della Società Italiana Alimentazione e Sport.
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