Morto Giuseppe Quatriglio, scrittore e giornalista dal 1944
E' morto a Palermo il giornalista e scrittore Giuseppe Quatriglio. Nato 94 anni fa a Catania, iscritto all'Ordine di Sicilia dal 1944, è vissuto sin dall'infanzia a Palermo. Laureato in giurisprudenza, ha percorso quasi tutta la sua carriera professionale al Giornale di Sicilia e come collaboratore di numerose testate nazionali. Si è occupato in prevalenza di cultura ma è stato anche autore di reportage dall'estero, oltre che autore di numerosi saggi, romanzi, racconti. Diversi suoi libri sono stati tradotti anche all'estero, come "Mille anni in Sicilia. Dagli Arabi ai Borboni", edito da Marsilio.
Fu Quatriglio a scoprire e a fare conoscere a Leonardo Sciascia, di cui era stato amico, le camere dello Steri nelle quali i prigionieri dell'Inquisizione avevano scritto i loro drammi e i loro tenebrosi pensieri. Di quel viaggio nelle ombre del passato e di quel ritrovamento ha lasciato una testimonianza non solo sui giornali ma anche nel volume "Urla dal silenzio" (Sellerio editore) nel quale sono pubblicati i saggi di Giuseppe Pitré e di Leonardo Sciascia.
Lungo l'elenco delle opere di Quatriglio. Tra i saggi vanno ricordati, oltre alla storia della Sicilia, quelli su Cagliostro, sui viaggiatori del Grand Tour, sulla storia di Palermo, su Pirandello e su Michele Amari. Tra i racconti, che hanno avuto anche vari riconoscimenti, "La donna scarlatta e le ombre", "Bavaria Klinik", "L'uomo orologio e altre storie".
Scritti e reportage di Quatriglio, che da giovane ha frequentato la Medill School of Journalism della Northwestern University (Illinois), sono anche apparsi su Oggi, La Settimana Incom, il Messaggero, il Giorno, America Oggi, Nuova Antologia. Grande è stato pure l'interesse del giornalista, padre della regista Costanza Quatriglio, per la fotografia. Lui stesso era un fotoreporter. Le sue immagini, che corredavano gli articoli, sono state ripubblicate da Alinari e nel volume "Volti del Novecento": ottanta foto in bianco e nero che ritraggono personaggi del secolo scorso, dal 1947 al 1999. I funerali saranno celebrati martedì 28 marzo alle 11, nella chiesa di San Saverio a Palermo. Nel 2004 e nel 2014, in occasione del compimento dei suoi "primi" 60 e 70 anni di professione, l'Ordine aveva assegnato al collega due riconoscimenti. Ai familiari e alla figlia Costanza le condoglianze di tutti i giornalisti siciliani.
Recentemente è scomparso all'età di 79 anni, nella sua abitazione di Palermo, anche Giacomo Clemenzi: originario di Salemi, giornalista da sempre, per quasi mezzo secolo rappresentante della categoria in tutte le sue espressioni, dall'Ordine al sindacato, dal regionale al nazionale. Iscritto all'albo dal 21 ottobre 1967, aveva conseguito il titolo di professionista ma aveva preferito rimanere nell'elenco dei pubblicisti, di cui era stato rappresentante nei Consigli di Sicilia e nazionale: quest'anno avrebbe celebrato le nozze d'oro con la professione. Laureato in giurisprudenza, era stato dipendente, come segretario di redazione e poi di direzione, del Giornale di Sicilia, in cui aveva iniziato la carriera da cronista, come collaboratore dello sport.
Al Consiglio nazionale era stato a lungo impegnato nel settore degli esami professionali: la quasi totalità di coloro che hanno affrontato le prove a Roma, dagli anni '80 fino all'inizio di questo decennio, lo avevano trovato ai corsi preliminari di preparazione e poi presente agli scritti e agli orali. Lascia la moglie e i figli Ennio, anche lui pubblicista, e Sabrina. Ai familiari il commosso abbraccio dell'Ordine e di tutti i giornalisti di Sicilia e d'Italia.
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