Formazione, a Ragusa incontro con il presidente dell'Inps Tito Boeri


Formazione, a Ragusa incontro con il presidente dell'Inps Tito Boeri
Didascalia: Formazione, a Ragusa incontro con il presidente dell'Inps Tito Boeri

Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha tenuto a Ragusa una lectio magistralis su ‘Il lavoro futuro’ agli studenti della Facoltà di Lingue dell’Università di Catania e agli studenti delle quinte classi dell’Istituto ragusano Besta e dell’Istituto Fermi di Vittoria, nonché ai giornalisti come evento programmato dall’Ordine nazionale per la formazione continua. Dopo la presentazione dell’evento e dell’illustre ospite da parte del segretario provinciale dell’Assostampa di Ragusa, Gianni Molè, il presidente dell’Inps ha affrontato diversi temi: dall’integrazione europea, alla protezione sociale, al welfare, al ruolo degli immigrati nell’ambito della previdenza.

"Viviamo un processo di disintegrazione europea molto preoccupante - ha spiegato Boeri - che non aiuta la circolazione intellettuale dei giovani nell'Unione. Mi è capitato di andare di recente in Francia e mi è stato chiesto il passaporto - ha aggiunto - e questo è sintomatico del clima xenofobo che si sta vivendo e delle spinte centrifughe che si registrano in Italia dove i partiti populisti hanno presa e bisogna, pertanto, rafforzare l'idea dell'unità europea. Non possiamo investire solo su chi ha smesso di lavorare. Investendo sul lavoro si migliora la condizione anche dei pensionati”.

 

"Abbiamo un sistema di protezione sociale ad esempio molto miope per i giovani. Se vogliamo dare loro un futuro dobbiamo investire sulle loro garanzie. La decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato ha funzionato nel 2015 ma deve essere fiscalizzata perché altrimenti cresce il deficit. Così come non mi trovano d’accordo tutti questi ‘de profundis’ pronunciati per il Jobs Act perché ci si dimentica che nel 2015 si è registrata una crescita del lavoro del 2 per cento rispetto all'1 per cento di crescita economica. Un risultato importante perché i contratti a tempo indeterminato assicurano una maggiore qualità del lavoro. Più posti di lavoro stabili - ha aggiunto - consentono alle aziende crescita e di avere lavoratori più produttivi”.