Agrigento, evento formativo "Il segreto istruttorio e il diritto a informare"
Il limite sottile tra il segreto istruttorio ed il diritto dell'opinione pubblica ad essere informata. Il diritto di cronaca e la riservatezza delle indagini. Questi gli argomenti dibattuti ieri nella magnifica cornice del castello Chiaramonte di Favara nel corso di un nuovo incontro inserito nel contesto dei corsi di aggiornamento professionale per i giornalisti, disposti dall'Ordine regionale e finalizzato al raggiungimento dei crediti formativi. Relatore l'avvocato Nino Caleca, consulente giuridico dell'Ordine regionale dei Giornalisti di Sicilia, e fresco assessore regionale all'agricoltura. Ai numerosi giornalisti presenti ha rivolto un saluti di benvenuto il sindaco Rosario Manganella che ha colto l'occasione per esternare alla vice presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti di Sicilia, Teresa Di Fresco, e al segretario provinciale di Assostampa Stelio Zaccaria, l'impossibilità ad istituire l'Ufficio stampa comunale in quanto la legge non permette al Comune di fare nuove assunzioni.
L'incontro è stato moderato dal collega Lorenzo Rosso, mentre la relazione introduttiva è stata affidata al giornalista Rai Franz La Paglia che si è soffermato su alcuni aspetti della deontologia professionale legati proprio al segreto istruttorio e diritto di cronaca. "La libertà di informazione non può subire limitazioni anche nel campo giudiziario - ha esordito Caleca - l'opinione pubblica è diventata il mezzo di controllo di organismi sovrannazionali, che non sono stati eletti dal popolo ma hanno un potere decisionale enorme. Ma per far questo è necessario informate le persone per cui non possono esistere segreti - continua Caleca - lo vuole l'Europa".
Scendendo nel particolare del diritto all'informazione per vicende relative a fatti di cronaca l'avvocato Caleca ha evidenziato come l'Italia sia una delle nazioni del Mondo con la stampa più libera, anche se ci sono in atto alcuni tentativi, anche con la presentazione di disegni di legge che tendono a limitare questa libertà e a mette vincoli sul segreto. "Quello investigativo è limitato nel tempo e circoscritto agli atti e non ai fatti - ha affermato - segreto che cade quando è conosciuto o conoscibile da parte dell'indagato e del suo difensore. Su tutto, comunque, deve prevalere il codice di deontologia professionale - ha concluso - e devo dire che il giornalismo italiano dal punto di vista etico-professionale è tra i più avanzati d'Europa".
Giuseppe Moscato
/link utili