Riforma al via, slitta il rinnovo dell'Ordine nazionale e regionale: si voterà a fine anno


Riforma al via, slitta il rinnovo dell'Ordine nazionale e regionale: si voterà a fine anno
Didascalia: Riforma al via, slitta il rinnovo dell'Ordine nazionale e regionale: si voterà a fine anno

Le elezioni del Consiglio nazionale dell’Ordine e dei Consigli regionali slitteranno di sei mesi. Ormai è ufficiale, dopo che il Senato ha votato la fiducia al governo sul disegno di legge 2237, con cui è stato convertito il decreto legge 210 del 30 dicembre 2015, il cosiddetto “Milleproroghe”: e fra le proroghe previste c'è appunto il rinvio delle elezioni dell’Ordine nazionale e degli Ordini regionali a fine anno, mentre era originariamente previsto che il rinnovo avvenisse a maggio prossimo. Nei prossimi giorni si dovrebbero conoscere le date esatte, che saranno vincolate però all'approvazione della riforma dell'Ordine, contenente le nuove norme sull'accesso alla professione di giornalista.

 

Riforma che cammina di pari passo con l'iter parlamentare della nuova legge sull’editoria, in discussione proprio in questi giorni alla Camera. Tra le principali innovazioni previste, la riduzione del numero dei consiglieri nazionali, che diventerebbero 36 contro i 144 (più 12 del Consiglio di disciplina nazionale) attuali. Il rinvio del voto si è reso necessario proprio per evitare una duplicazione delle spese con consultazioni che, se celebrate a maggio, si dovrebbero ripetere a distanza di poco tempo, con le nuove regole.

 

Saranno invece rinnovati tra maggio e giugno i Consigli di disciplina territoriale, gli organismi (istituiti da un decreto legislativo del 2011, ma entrati materialmente in funzione nel 2013) che si occupano della parte disciplinare dell'attività ordinistica. Il Cnog ha infatti precisato nei giorni scorsi che i Cdt non sono legati alla "vita" dei Consigli regionali ma hanno una loro autonomia, perché nominati dai presidenti dei Tribunali delle città sedi degli Ordini: nelle prime settimane di maggio, così, i Consigli regionali invieranno in Tribunale i 18 nomi dei candidati tra i quali saranno scelti i 9 componenti effettivi dei Cdt.

 

Le misure, contenute nel Milleproroghe, che toccano da vicino i temi dell’editoria cartacea, televisiva e online, prevedono fra l'altro un nuovo stop, per un anno, agli incroci proprietari tra giornali e tv, ma non per i giornali web. Coloro che esercitano attività televisiva a livello nazionale, così come le imprese di telecomunicazione, non potranno acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani o partecipare alla costituzione di nuove imprese editrici di  quotidiani.

 

Da queste previsioni sono esclusi i quotidiani diffusi unicamente via web. Rinviato a fine 2016 anche l'obbligo di tracciare le vendite e le rese attraverso l'uso di strumenti informatici e telematici. Il credito d'imposta per l'adeguamento tecnologico potrà invece essere usato per il 2016. Per le televisioni locali, infine, le risorse a disposizione  dovranno compensare non  solo le riduzioni degli stanziamenti pubblici del 2014 ma anche di quelli del 2015.