Addio a Marco Sacchi, tra i primi ad arrivare a Capaci dopo la strage


Addio a Marco Sacchi, tra i primi ad arrivare a Capaci dopo la strage
Didascalia: Addio a Marco Sacchi, tra i primi ad arrivare a Capaci dopo la strage

Il giornalista telecineoperatore della Rai Marco Sacchi è morto nel pomeriggio del 25 maggio in un incidente stradale a Palermo. Marco, che a febbraio aveva compiuto 61 anni e l'anno prossimo sarebbe dovuto andare in pensione, tra i colleghi era molto stimato come scrupoloso, attento e mite professionista. Entrato in Rai nel 1981 si è sempre dimostrato appassionato e generoso nel suo lavoro, disponibile con tutti, pronto a dispensare sorrisi e buon umore. Appassionato di speleologia e immersioni subacquee, nel corso degli anni ha realizzato numerosi servizi e documentari per la Rai. Per anni ha seguito con impegno e serietà gli eventi cruciali in Sicilia ed è stato tra i primi ad arrivare sul luogo della strage di Capaci. Proprio due giorni fa, in occasione del 24esimo anniversario, durante la lunga diretta Rai, intervistato da Rainews ha ricordato le enormi difficoltà affrontate quel giorno per riportare indietro la cassetta con le immagini.

 

Ecco Marco nel ricordo di un collega: “Ci siamo conosciuti più di 30 anni fa, durante le fasi di selezione per entrare in Rai. Quella volta Marco superò brillantemente le prove mentre io ho dovuto attendere altri sette anni prima di ritentare con successo. Ma in tutto quel tempo siamo rimasti in contatto, ci sentivamo spesso e dopo siamo diventati molto amici. Ricordo che da vero appassionato di speleologia, appena assunto mi ha iscritto a mia insaputa a un corso. E la prima uscita l’abbiamo fatta insieme, calandoci tra le grotte della Pietra Selvaggia, nella riserva di Monte Pellegrino. Ero molto spaventato non riuscivo a guardare in basso e tenevo gli occhi ben chiusi ma lui mi esortava ad aprirli dicendomi ‘devi guardare, questa è la parte più bella’. Era così Marco, spontaneo e generoso, come nel giorno della strage di Capaci. La strada era bloccata ed era impossibile avvicinarsi con le auto al punto dell’esplosione. Senza pensarci due volte volte, Marco ha fermato un ragazzo alla guida di una vespa e l’ha pagato per farsi portare fino al cratere provocato dall’ordigno. In qualche modo ci sono riusciti e le sue immagini, ora, appartengono alla memoria di tutti”.

 

 

L’Ordine dei giornalisti di Sicilia esprime sincero cordoglio per la morte di Marco e si unisce al dolore della famiglia nella grande tragedia che l’ha colpita.